“Un patto è un patto, stringi la mia mano, sarà brutta ma non è meno sporca di sangue della tua”

 

Qualcosa di morto si avvicina. È una donna incappucciata che stava rovistando nella spazzatura, come ti vede, si avvicina chiedendo l’elemosina. L’odore di questa è talmente pungente che ti viene un leggero giramento di testa. Prendi qualche spicciolo per liberartene velocemente, senti il tuo braccio venir afferrato e la sua voce, viscida, all’orecchio che ti propone del divertimento nel vicolo buio nei paraggi. Il disgusto è tale che ti porta inevitabilmente ad allontanarla per andartene altrettanto repentinamente. La città a quell’ora di notte è un posto sempre molto strano, è come se cambiasse faccia: le prostitute si mostrano apertamente mentre le forze dell’ordine sembrano quasi timide quelle rare volte che tornano a farsi notare durante qualche retata in borghese. Gli edifici decadenti e le strade troppo strette sanno essere abbastanza opprimenti da generare inquietudine anche nel più duro dei nottambuli, quindi decidi di cercare un posto più aperto dove poter respirare un pochino e calmare i nervi. Ti trovi in una delle molte piazze, la fontana è ancora illuminata e qualche locale offre ristoro a quei pochi nottambuli avventori che potrebbero giungere nonostante sia notte fonda. Prendi posto a sedere su una delle panchine e fumando la tua sigaretta, quell’incontro assurdo di pochi istanti prima è ancora scolpito nella tua memoria, il solo pensiero non ti dà tregua. Senti degli schiamazzi, in quello stesso istante un gruppo di ragazzi sta lasciando un locale. Hanno bevuto decisamente troppo e non fatichi a riconoscerli: sono soliti farsi la roba più fresca del mercato e non si lasciano sfuggire le ragazze nuove per la strada. Ti alzi sperando di non dare nell’occhio, ma senti distintamente chiamare il tuo nome. Ti fermi sbuffando mentre si avvicinano, irrompendo nella tua “tranquilla” solitudine notturna con il loro alito fetido, le mani sudaticce e gli occhi schizzati di chi ha appena tirato della cocaina. Ti ritengono un amico, un compagno con cui ridere e scherzare per poi usarti come intermediario quando si tratta di contrattare il prezzo della loro roba con i più pericolosi spacciatori locali. Il pensiero non fa in tempo a prendere forma nella tua mente che ti chiedono di andare da Pestatalpe, un nomignolo ridicolo per uno che si dice abbia ammazzato con un martello da cantiere uno che lo aveva denunciato. Gli devono dei soldi e lo temono al punto da non volerlo vedere in faccia, ma non dicono mai di no ad una partita di roba fresca. Sospiri, vorresti mandarli via: nemmeno tu sei in vena di incontrare quel tizio a muso duro, solo una volta hai dovuto tirare fuori il ferro quando la discussione si era fatta troppo accesa. Dopo l’ennesima moina decidi di accontentarli e ti allontani seguito dalle loro promesse di eterna amicizia e qualche “ti amo”… luridi parassiti. Raggiungi il parco davanti al Bar Simone e lo trovi: alto come un armadio e altrettanto grosso, immigrato clandestinamente ed usato come spacciatore; poi ha spaccato la testa del suo “protettore” per mettersi in proprio. Ti avvicini, contratti, tutto nella norma. Lui ha l’aria nervosa, ma non vuoi ficcare il naso nei suoi affari. In un Italiano stentato ti chiede una sigaretta, la accende aspirando rapidamente, sbuffa una veloce nuvola di fumo per poi esordire con una domanda: “Ascolta capo, hai visto una barbona da queste parti?”
Rispondi di no, sovrappensiero. La cosa ti fa sentire profondamente a disagio. Lo spacciatore annuisce, ti allontani. Torni nella piazza ma nessuna traccia dei tuoi “committenti”: qualcosa di questa serata non ti torna e tu di andare in giro con quella roba in tasca non ne hai voglia. Ti allontani dalla piazza verso un vicolo qualunque per nasconderla e dire a quegli altri imbecilli dove poterla trovare, del resto l’hai comprata con i loro soldi…

Ti trovi davanti ad un piccolo poster che rimane appeso al muro per miracolo nei pressi di un negozio chiuso da anni che ti fornisce il nascondiglio perfetto: un mattone leggermente divelto ti permette di piazzare al suo interno la merce. In quello stesso istante senti una voce alle tue spalle: <<Ehi bellezza, hai qualche spicciolo?>>. Di nuovo quella barbona di merda. Stanco, tiri fuori la pistola per spaventarla… ma, negli istanti immediatamente successivi, le uniche urla che hanno squarciato la notte sono state le tue. La mattina dopo ti svegli, sudato, nel letto. Ti gira la testa. Ti guardi allo specchio e trovi un biglietto attaccato, lo leggi mentre osservi un livido che sembra un soffocotto sul collo: “Mi piaci ragazzo, bisogna avere le palle per vivere di notte. Questo è il mio numero, quando ti va fammi uno squillo. Firmato: un’amica che ha bisogno di spiccioli.”

 

Il clan Nosferatu è senza ombra di dubbio il clan che ha sopportato l’impossibile durante la sua lunga e difficile storia.

Additati come mostri per il loro aspetto orribile sia dagli umani che dagli altri Fratelli, hanno imparato a nascondersi e ad abbandonare la loro vecchia vita alle spalle.

Tutti, o quasi, soffrono di questa loro repentina trasformazione.

Voci malevole dicono che dall’orrore alcuni di loro preferiscono abbracciare il sole piuttosto che vivere per sempre così.

Ma queste voci non solo non sono mai state confermate e sembrano anche stonare con il comportamento di molti Signori dei Ratti.

Essi hanno accettato il loro aspetto come una base della loro esistenza, alcuni lo trovano addirittura esilarante (questo forse per esorcizzare o perchè diventano un po’ matti vivendo così isolati dalla società).

I Nosferatu sono famosi per la loro unità, cosa molto insolita rispetto agli altri vampiri.

Si dice costruiscano i loro rifugi nelle fogne, dove nessuno possa trovarli, ma in realtà sfruttano tutti quei luoghi che vengono lasciati a loro stessi o che non vengono mai visitati.

È piuttosto comune per i Nosferatu creare dei rifugi sicuri di gruppo, in modo da poter accogliere fratelli viaggiatori o per nascondersi in caso di problemi.

Sono sempre stati molto bravi ad adattarsi con i tempi e cercano sempre di rimanere aggiornati sui migliori sistemi di sicurezza e sulle ultime notizie, dato che ne va della loro stessa sopravvivenza.

Quando non ti è concesso vivere in mezzo agli altri, è importantissimo sapere cosa succede; per questo motivo sono diventati i più abili raccoglitori di informazioni del mondo vampirico.

Commerciano con i superficiali indipendentemente da quale fazione essi appartengano: in questo modo difficilmente diventano bersaglio di attacchi, ma allo stesso tempo non ci si può mai fidare del tutto.

Nella lotta notturna preferiscono stare a guardare, anche se alcuni Parassiti prendono parte alla guerra più attivamente,  in realtà sempre servendo il proprio clan prima di chiunque altro.

Se servono informazioni o favori “speciali”, i Nosferatu hanno quello che fa per te, ricordati solo di pagarli bene…

 

Perchè vorresti essere noi?

Essere un Nosferatu significa essere parte di un gruppo unito, un gruppo di gente dall’aspetto spregevole e dai modi di fare spesso aberranti, ma pur sempre compatto. Abbiamo imparato che il miglior modo di sopravvivere è passarsi informazioni e ora siamo talmente bravi a farlo che veniamo attivamente cercati dai nostri Fratelli più bellocci per averne un po’. Non ci curiamo del marciume del nostro volto, spesso ci scherziamo o impariamo ad usarlo come arma. Tanto più sembriamo disgustosi, tanta più gioia traiamo dal costringere un bel vampiretto a scendere nella nostra fogna per chiederci chi sia il bellimbusto che fa la corte alla sua Bella. Ogni occasione è buona per guadagnarci qualcosa e farai in modo che quelli della superficie siano bravi clienti.

 

Perchè dovresti temerci?

Sebbene il nostro aspetto ci farebbe apparire in mezzo ad una folla come un disgustoso faro, non riusciresti mai a trovarci. Sappiamo come muoverci non visti e nel giro di poco potremmo sapere tutto di te semplicemente spiandoti qualche notte. E anche qualora riuscissi a costringerci ad uno scontro fisico, siamo sufficientemente forti da strapparti la testa a mani nude. Abbiamo tante risorse e conosciamo molti modi per sfruttarle: sottovalutarci è uno sbaglio che si commette una volta sola. Siamo la dimostrazione più palese che i mostri esistono e che fanno paura. Ma come tutti sanno, il più grande trucco del diavolo è convincere tutti che non esista.

 

Perchè dovremmo temere noi stessi?

Molti Nosferatu si prendono in giro per il proprio aspetto o lo utilizzano per disgustare e repellere gli altri come segno di vanto, tuttavia i primi ad averne sofferto siamo proprio noi. Scoprire di avere un aspetto ripugnante, comprendere di dover abbandonare di netto la tua vita di prima e rifugiarti dove nessuno possa vederti è una cosa che grava molto sulla psiche di una persona. Ci si fa l’abitudine, ma i segni restano chiari su di noi. Quando diventiamo abbastanza numerosi, cerchiamo di costruirci un luogo sicuro e familiare dove poter sopportare un destino crudele. Spesso utilizziamo fogne, cripte o edifici abbandonati, poi ristrutturati per essere ben difendibili. Impariamo a chiamare questi posti “casa”.

Tanti cercano di trovare un lato divertente, altri cercano di non darci peso… molti ancora odiano questo destino, ma ora così facendo diventano dei reietti tra i reietti e non possono farci nulla.

 

Origini del Clan

I segreti hanno sempre avuto qualcosa di magico. Quando qualcuno tiene un segreto è come se nascondesse la realtà al mondo, e fin quando nessuno la scopre è come se non esistesse. Si dice che centinaia o forse migliaia di anni fa, esisteva un dio di nome Vassago. Vassago amava i segreti e sfidava chiunque a tenerli lontani da lui. Prometteva di rivelare tutto quello che sapeva a chi riusciva a mantenere qualcosa di segreto da lui per un giorno ed una notte. Nessuno riuscì mai a tenergli nascosto nulla poichè egli era un astuto manipolatore, un genio dell’inganno. Poteva muovere il sole facendo in modo che il giorno non finisse mai, riuscendo così a scoprire la verità celata. Un giorno andò da lui una vecchietta che gli disse: << Grande Vassago, io ho un segreto ma è talmente ben celato che nemmeno io lo rimembro più. Scoprilo così che io possa ricordarlo.>> Vassago, colto da un misto di tristezza per quella povera vecchia e dall’eccitazione di scoprire un segreto che nemmeno lei ricordava, cominciò a cercare. Vide la vecchia in ogni momento della sua giornata, esaminò ogni suo singolo gesto, ogni mensola, ogni oggetto e tutte le persone che le stavano vicine. Non trovò nulla, allora spazientito riportò indietro il sole e cercò più lontano per vedere dove potesse essere questo segreto. Ma ancora nulla. Temendo di poter essere sconfitto tornò dalla vecchia e la trovò addormentata su una balla di fieno. Vassago ebbe un’illuminazione. <<Ecco dove si nasconde il tuo segreto! Nei tuoi sogni!>>. Allora Vassago fece venire la notte, così da invogliare la vecchia a dormire e quindi provare a sentire i suoi sussurri nel sonno. I secoli sono passati e si dice che Vassago ancora non conosca il segreto di quella vecchia.

Tratto dal diario di viaggio di S.B.

I Nosferatu hanno imparato a scoprire molti segreti e sono riusciti a mettere le mani su molti documenti storici. Perfino le loro dimore sono spesso prese in prestito da nidi ben più antichi. Sono riuscito a visitare alcuni di questi più luoghi, fortunatamente rivelatisi disabitati. Le tracce lasciate e le iconografie fanno presumere che la società Nosferatu si sia evoluta con l’ingrandimento dei centri abitati: dove una volta preferivano le caverne, ora hanno iniziato a insediarsi nelle fogne. Le leggende su Vassago e la vecchia, spesso conosciuta come Nonna Yaga, ovviamente sono frutto di fantasia e folclore dei popoli russi e quindi di poco interesse per la mia ricerca. Molto più interessante invece il racconto di Krampus, il demone che rapiva i bambini e che viaggiava assieme a San Nikolaus. Il modus operandi specificato nei racconti tramandati tra i Nosferatu fanno riferimento ad un vero e proprio patto con i cittadini di numerosi paesi della Germania. Mi chiedo se Krampus non fosse un nome dato ai nostri Signori dei Ratti. Non sono certo di comprendere bene sia la patria di origine di questo clan, ma comincio a sospettare si trovi molto a nord, forse in qualche gelida terra che non ho ancora esplorato.”

Estratto di una mail mandata sul computer di un Nosferatu morto in circostanze misteriose nel suo rifugio:
“È normale che siano sulle nostre tracce ora che sappiamo di questa storia. L’occhio è calato su di noi dal momento stesso in cui abbiamo chiesto all’Anziano Maschera di Ferro che cosa fossero quelle creature di cui abbiamo letto nel suo diario. Non oso nemmeno scriverne il nome qui per timore che si possa attirare l’attenzione su altri sventurati che possano leggere questa conversazione. E se quella storia fosse vera? Se quelle cose fossero davvero quelli di noi creati millenni fa? Dobbiamo fare qualcosa, nel diario c’era scritto che non possiamo batterli da soli, ma il vecchio ha troppa paura e non vuole fare nulla per dirci come difenderci. Non vorrà mica che crepiamo per paura di queste cose?…in effetti ho sentito dire che lui ne abbia visto uno e sia vivo per miracolo. Zecca, cerca di non fare mosse stupide: è inutile cercare di confrontarti con l’anziano, tanto non ti risponderà. Io sparirò da qui stasera stessa, ti consiglio di fare lo stesso. Addio, ti auguro ogni bene.”

 

Sorpannome: Signori dei ratti o Parassiti

Discipline di clan: Animalità, Oscurazione, Potenza

Attributi preferiti: Destrezza o Percezione

 

Maledizione dell’aspetto ripugnante

Tutti i Nosferatu posseggono un aspetto orribile alla vista, al punto da non poter essere considerati umani. Che siano orribili pustole, pelle macchiata di verde o grigio con i lineamenti sfigurati o un volto contorto, sono tutti una palese violazione della Masquerade. Quando interagiscono con qualcuno a volto scoperto ottengono un malus alle interazioni sociali amichevoli. Possono cercare di ovviare parzialmente alla cosa coprendo il proprio volto, si tratta comuqnue di una soluzione poco ottimale dato che molti potrebbero sentirsi infastiditi dal non poter associare un volto al proprio interlocutore).

 

Ospite Gradito

Un Nosferatu è sempre bene accetto tra i suoi fratelli di clan, hanno accesso alle loro informazioni e ai Nidi. Possono usare questi loro legami per costruirsi dei contatti più rapidamente di altri.

 

Nella Società

Umani: Per quanto possa suonare strano, non sono completamente esclusi dalla società umana. Mantengono un ruolo più defilato rispetto ai loro Fratelli di bell’aspetto, ma questo non impedisce loro di sfruttare gli umani a proprio vantaggio. Tendenzialmente usano intermediari per creare reti di informazione o per gestire delle società da dietro le quinte. Difficilmente hanno le risorse per costruire una società o per mettere in piedi qualcosa di pubblico, quindi è più probabile che si infiltrino in associazioni già esistenti assumendone il controllo manipolando la catena di comando.

Altri più semplicemente si alienano dagli umani, mantenendo contatti solo quando necessario o solo via internet.

Camarilla: I Nosferatu hanno sempre avuto un rapporto buono con la solida struttura della Torre d’Avorio. Grazie al loro ruolo di spie e informatori difficilmente vengono presi di mira per cospirazioni: la loro posizione è sicuramente più sicura di quella di tanti altri. A livello sociale preferiscono rimanere in disparte sfruttando degli intermediari o limitando i contatti diretti solo ai potenziali clienti. È molto difficile che si cimentino nella carriera politica, ma chi lo fa ha spesso tutte le carte in regola per riuscirci.

Sabbat: I Nosferatu sono primariamente dei mercenari, ma alcuni credono davvero alle predicazioni dei Sabbatici. Dove alcuni si uniscono volontariamente ai branchi della Spada, altri si limitano a commerciare informazioni con loro, salvaguardando così i buoni rapporti. Coloro che scelgono questa bandiera sono ovviamente ben difesi per via delle informazioni che possono raccogliere e per la ferocia che possono dimostrare in combattimento. Si dice che chi scelga questo sentiero abbia non poco risentimento contro i Padri che li hanno resi così orribili anche alla luce della luna.

Anarchici: I Nosferatu che non scelgono la protezione della Camarilla o la crociata del Sabbat spesso finiscono tra le braccia della Rivoluzione Anarchica. Sono disertori di una delle due fazioni o, in altri casi, si tratta di infanti allo sbaraglio. In un modo o nell’altro hanno trovato un posto sicuro tra i rivoltosi. Li aiutano a scoprire eventuali minacce e vengono ben ricompensati per i loro sforzi, tuttavia molti sospettano di loro. Come tutti sanno, i Nosferatu sono fedeli solo alle proprie fogne e al proprio sangue.