“Vieni, entra pure figliolo. L’ospitalità è sacra per noi: non tradirla ed essa non tradirà te”

Una figura particolare si avvicina: è regale nel muoversi e molto cortese nel parlare. Sebbene sia un uomo sulla cinquantina è molto avvenente, ma qualcosa ti dice di stare in guardia. Sei andata a casa sua, nel suo “Palazzo” come gli piace definirlo, per quel posto di segretaria ed ora ti senti a disagio. Il posto è molto elegante ed il suo gusto per l’arredamento è squisito…eppure sembra tutta una messinscena: lo sfarzo ed il lusso di questa casa ti sembra una maschera creata appositamente per ingannare chi entra.

L’ansia ti assale e chiedi di poter andare in bagno. Il signor Sebastian ti indica la via e ti chiede se stai bene con la sua solita voce calda. Non rispondi e ti dirigi diretta nel bagno chiudendo la porta dietro di te… cerchi di respirare. Hai caldo ma senti un gelo interiore molto profondo.

Ti guardi intorno e ti rendi conto di essere in una tremenda trappola, le pareti sembrano troppo vicine e fai sempre più fatica a respirare. Raccogli le tue forze ed esci dal bagno, cercando di sgattaiolare via per scappare: fanculo il lavoro, fanculo Sebatian con quello stupido finto accento inglese e fanculo a questa sua dannata casa. Arrivi alla porta e cerchi di aprire, ma questa non si muove di un millimetro; spingi e spingi, ancora e ancora… ma niente da fare.

Il tuo fiato si mozza quando senti la sua voce morbida rimproverarti “Non è un buon comportamento per un ospite, quello di fuggire senza nemmeno salutare. Se non volevi il lavoro, ti sarebbe bastato dirlo. Se volevi andare via, ti bastava chiedere. Invece hai voluto disonorare me e questo luogo per accogliere le tue sciocche credenze…Mia cara, mi spiace solo dirti che il tuo istinto ti suggerisce bene. Considerati assunta.” Un sorriso maligno appare sul suo volto.

All’improvviso, tutto si fa buio e i tuoi ricordi degli istanti successivi sono molto vaghi…

Ti svegli dopo chissà quanto tempo, ma non riesci a muoverti e sei senza occhiali. Senti qualcuno canticchiare un qualche motivetto, poi appare lui, Sebastian… Ti chiede come stai, se senti le tue dita e altre cose simili…poi ti mette gli occhiali…

L’orrore di vedere il tuo corpo smembrato sul tavolo è troppo da reggere…torni nel rifugio sicuro dell’incoscienza….


Gli Tzimisce (Zi-mi-zke) sono conosciuti come i diavoli dell’Est Europa, in quanto molte leggende sulle loro origini e il loro stesso nome di clan fa supporre provengano da qualche popolazione nata e cresciuta tra i Carpazi. La maggioranza del clan adotta uno stile di (non)vita piuttosto raccapricciante: mutilazioni, mostruose creazioni e sacrifici di sangue sono solo alcune delle molteplici voci che circolano sul loro conto.

In realtà è un clan ben più diversificato quanto si possa pensare, ma chi non manifesta in modo ovvio (e spesso macabro) la propria natura, tende a rimanere nell’ombra. Nel complesso sono odiati e temuti per la tremenda disciplina che sfruttano, chiamata comunemente “Vicissitudine”. Questo dono li contraddistingue per essere delle creature maligne degne di essere epurate perfino tra i vampiri. Molti, tuttavia, ignorano la verità: la Vicissitudine è una malattia che li affligge, rendendo la loro carne e quella di coloro che infettano malleabile.

Sebbene la quasi totalità di essi abbia imparato a manipolare con successo questo “dono” per utilizzarlo a proprio vantaggio, molti cercano di comprendere fino in fondo l’origine di questa loro caratteristica.Per farlo spesso ricorrono a mezzi malsani, come la cattura di persone sulla quale sperimentare (rendendoli vere e proprie aberrazioni) o l’assemblare corpi per la creazioni di mostri orribili, mentre alcuni creano artefatti di grande potere, che in realtà sono molto più simili ad orrende creazioni semi vive (con un po’ di fortuna non senzienti).

I più credono che la Vicissitudine sia una vera e propria maledizione che è ricaduta sul clan per qualche motivo perso nel passato e che poi si sia ritorta contro colui che la lanciò, rendendo i Diavoli più forti.

Ogni Tzimisce del mondo soffre di una curiosa limitazione nei domini degli altri, sia umani che non: queste sono alla base delle numerose leggende create dallo scrittore Bram Stocker secondo le quali non possono attraversare una soglia se non viene dato loro il permesso e pare abbiano dei particolari problemi con quella che chiamano la “sacralità dell’ospitalità”. Che abbiano problemi con gli oggetti sacri è una leggenda, ma sembra che abbiano grandi difficoltà quando il padrone di un dominio crede molto in precetti sacri o segue delle regole molto rigide.

Tipicamente gli Tzimisce creano un proprio dominio da poter chiamare “Casa”, concetto che sta loro molto a cuore. Queste “Case” altro non sono che i santuari in cui studiare la propria condizione e portare avanti i propri obiettivi.

Vengono spesso paragonati a conquistatori violenti, perché quando scelgono un luogo che vogliono per sé, non si fermano davanti a nulla pur di ottenerlo. Infine, il clan possiede una delle più vaste conoscenze di medicina esistenti.


Perché vorresti essere noi?

Siamo i conquistatori dei domini notturni. Manipolando carne e menti marciamo nelle città a testa alta, prendendo ciò che vogliamo ed insediandoci nelle nostre moderne fortezze.

Una volta partivamo con eserciti di mostri per conquistare città e villaggi; oggi sfruttiamo un approccio più sottile, inviando i nostri mostruosi agenti a prendere il controllo di ville o palazzi.

Poi una volta che ci insediati all’interno e reso questi posti più simili ad una “Casa”, saremo ben lieti di mostrare a tutti il nostro operato e potere.

Siamo ospitali e cortesi con gli ospiti, ma siamo pronti ad aggiungere un comodino fatto con il corpo di chi osa tradire la nostra ospitalità.

Perché dovresti temerci?

La nostra presa su un dominio è forte come l’acciaio di una spada, la nostra ferocia in battaglia è furiosa come una tempesta e la nostra ospitalità è sacra come il Paradiso. Questo è il motto del clan.

Rappresentiamo il signore oscuro che governa su una zona o intera città, che sia un potente boss della mafia, un sindaco o un politico.

In egual misura siamo anche i peggiori mostri: scienziati folli che trasmutano la carne delle proprie vittime e piegano la loro mente per renderle fedeli.

Muoviamo le nostre pedine mostruose su una scacchiera invisibile e dalla nostra roccaforte guardiamo i nostri piani giungere a compimento.

Omicidi, estorsioni, manipolazioni mentali e fisiche sono le armi con cui difendiamo i nostri domini e conquistiamo quelli che ci mancano.

Entrare nelle nostre grazie è un gioco pericoloso: sebbene trattiamo con i guanti i nostri protetti, farci infuriare è molto facile e le ripercussioni di questa rabbia sono spesso tremende.

Perché dovremmo temere noi stessi?

Siamo un clan molto tradizionalista, spesso anacronistico, nei modi di fare, soprattutto diventando anziani.

La nostra paura di sottostare alle regole di altri “Signori” ci spinge ad isolarci e cercare di guidare le nostre trame conducendo i nostri esperimenti lontano da tutti. La necessità ci porta prima o poi a dover uscire e metterci in pericolo in prima persona.

I più si dedicano agli studi della Vicissitudine ed a qualunque altra attività che ci permetta di non avere a che fare con estranei fuori dal nostro rifugio, lasciando che i nostri servi si occupino del resto.

I poteri da noi padroneggiati ci hanno resi nemici di molti dei clan presenti nella maggioranza delle città ed avendo così tanti avversari tendiamo a rinchiuderci sempre di più nelle nostre fortezze.

I nostri esperimenti con la Vicissitudine ci portano a scivolare facilmente tra le braccia della Bestia, al punto che molti cercano vie alternative di tenerla a bada.

Origini del Clan

Molti millenni or sono, esisteva una dama bellissima e regale. La donna più bella che il creato potesse mai concepire. Ella era la sposa della Montagna del Mondo, un monte talmente alto che si dice buchi il cielo. Il Monte era però molto geloso e le impediva di uscire dai suoi confini, poiché temeva che le potesse venire fatto del male. Ella però era talmente sola che un giorno supplicò la Montagna di lasciarla andare: le disse che sarebbe tornata entro il tramonto e che avrebbe fatto attenzione. La Montagna che l’amava troppo la lasciò camminare nella pianura che la circondava. La bella andò in uno dei villaggi degli uomini, la sua razza…ma in loro trovò solo delle belve crudeli ed assetate della sua giovane e pura carne. La rapirono e per molti giorni giacque con loro per soddisfare i malvagi desideri carnali. La Montagna, preoccupata per il mancato rispetto della promessa della sua sposa, mandò gli animali a cercare la sua amata…ma quando scoprirono che ne era stato di lei, attaccarono tutti assieme.

Del villaggio rimasero solo cadaveri e la sposa era diventata troppo impura.

Lorda di sangue e non più bella come una volta, la fanciulla cercò di tornare dalla Montagna, che però ora la ripudiava per il suo aspetto orribile. La bella non si diede per vinta e decise di compiere un’opera maligna per tornare dal suo amato.

Tornò nel villaggio ed usò i cadaveri per lanciare una tremenda magia che la trasformò per sempre. Come ogni rituale losco che si rispetti, venne compiuto di notte ed una volta compiuto tornò alla Montagna bella come un tempo: la Montagna l’accettò, facendole promettere di non fuggire mai più e che mai più le avrebbe disubbidito. Lei promise, ma un giorno la tremenda magia che aveva lanciato svanì e di lei non rimase altro che un mostro orrido. Il Monte, colto dal più totale raccapriccio, la cacciò e la condannò a cercare una terra che fosse solo sua: ella era ancora legata al giuramento di non disubbidire…ed ora anche i suoi figli pagano le conseguenze di questo legame.

-Dei reperti storici ritrovati in una cripta nella zona di confine tra la Macedonia e il Kosovo, hanno dimostrato vi abitava una tribù indigena molto diversa dalle altre popolazioni limitrofe. Esistono numerose leggende sui “Vestitori di pelli”, tra le quali la più comune è che usassero un’oscura magia per farsi passare per i cari delle vittime e rapire così gli ingenui. Si parla di moltissime pratiche per esorcizzare queste creature maligne, ma è molto probabile si trattasse primariamente di un popolo dai costumi antichi e macabri.

Ci sono state delle spedizioni ma hanno trovato poco di questo piccolo villaggio scavato nella terra, solo utensili e qualche documento in una antica forma di greco che pare fosse atta a descrivere qualche pratica superstiziosa. Degli abitanti di quel posto si sa poco, ma si pensa si siano mossi dal loro luogo di origine con gli anni, soprattutto data la strana mancanza di fauna locale nei dintorni.

-La leggenda di Dracula è vastamente conosciuta nel mondo ed il popolo della notte sospetta sia più di una semplice opera di finzione: solo i Diavoli sanno la verità. Egli apparteneva al loro sangue ed era un potentissimo membro del clan, molti presumono che ne fosse addirittura il capostipite. Ovviamente la diceria trova molti dissensi all’interno degli Tzimisce, ma alcuni sostengono che Il Drago dei Carpazi sia stato uno dei moltissimi nomi che ha assunto nei secoli.

I dissensi ovviamente portano la questione ad essere un mero dibattito da salotto (anche se nel caso in questione è più un macabro banchetto): le teorie più accreditate indicano che egli sia il diretto discendente del “Più Antico di tutti” o che, nel caso egli sia stato il reale creatore della linea di sangue, questa derivi da un clan antico come quello dei Gangrel (per via della loro capacità di mutare il corpo). Purtroppo non esistono anziani desiderosi di parlare liberamente della questione e la cosa si riduce a molteplici dicerie e leggende, tra cui la più famosa e insegnata è quella della Bella e la Montagna.

 

Sorpannome: Diavoli o Demoni

Discipline di Clan: Animalità, Dominazione, Vicissitudine

Attributi preferiti: Presenza o Costituzione

Maledizione dell’Intruso

Ogni volta che uno Tzimisce deve entrare in casa di qualcuno deve essergli accordato il permesso da chi ci abita, oppure verrà fermato da una forza invisibile o percepirà un panico crescente quando tenterà di attraversare la soglia.

Quando uno Tzimisce prova a contravvenire alle regole del padrone di casa subisce una grave penalità a tutte le prove.

Se riesce con successo ad opporsi al signore di una casa, ucciderlo o fargli perdere il dominio, acquisirà per un mese il difetto “Presenza lugubre”.

Signore del Dominio

Quando si trova nel proprio dominio, lo Tzimisce possiede un grande bonus a tutte le azioni, soprattutto quando si tratta di contrapposizioni.

 

Nella Società

Umani: gli Tzimisce tendono a rifuggire dai mortali, tipicamente usano servi o altri mezzi per attirare chi gli interessa.

Usano nascondersi in ville o palazzi molto grandi, in modo che possano usufruire di quanto più spazio possibile per sperimentare lontano da sguardi indiscreti.

Nelle rare occasioni in cui decidono di muoversi in prima persona, tendono a usare identità preparate con cura, in modo da sortire il massimo dell’efficacia.

A livello di società preferiscono ruoli di potere, ruoli che permettono loro di manipolare i mortali da lontano e che spinga questi ad andare da loro volontariamente.

Camarilla: pochi sono gli Tzimisce che apertamente si uniscono a questa fazione, e quelli che lo fanno spesso sono denigrati e tenuti sotto stretta sorveglianza dal primo cavaliere o dai vari primogeniti.

Solitamente sono singoli individui che hanno delle ideologie più tradizionaliste o sono più preoccupati relativamente alla situazione con gli umani.

Quasi tutti quelli che riescono ad inserirsi con successo in una città camarillica hanno vita difficile con gli altri membri del proprio clan e spesso vengono visti come traditori o illusi.

Sabbat: si dice che la maggioranza del clan Tzimisce si riunisca sotto la bandiera della Spada di Caino, forse per via della sua brutta nomea o forse a causa degli strumenti mostruosi dei suoi membri.

Alcuni dei suddetti Demoni hanno dichiarato apertamente guerra alla Camarilla, inneggiando ad una Santa Crociata atta a distruggere i Padri.

Si suppone dunque che questo clan sia affiliato in prevalenza a questi “Vescovi”, come si fanno chiamare.

Quale sia il loro ruolo o cosa intendano fare realmente in questa Crociata non è certo, i più preferiscono pensare che sia solo una scusante per poter applicare liberamente la loro “arte” senza ripercussioni da parte dei principi o degli anziani.

Anarchici: considerati troppo tradizionalisti per adeguarsi agli ideali degli Anarchici, pochi Tzimisce portano questa bandiera.

Tuttavia si narra di alcuni casi di Diavoli che cercano di combattere la propria malattia e la propria maledizione con il supporto di Vampiri anarchici.

Se sia una voce per cercare di attirare i membri più giovani di questo clan tra le file dei “Riottosi” non è totalmente chiaro, l’unica cosa certa è che pare funzionare.